Institute for Advanced Study of Social Change (IASSC)

L’Institute for Advanced Studies of Social Change (IASSC) è stato istituito il 16 gennaio 2019 all’interno del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano Bicocca. Tale istituto è stato finanziato dai fondi per i Dipartimenti di Eccellenza, come previsto dalla legge 232 del 2016 (Legge di bilancio 2017).

Obiettivo fondamentale dell’IASSC è realizzare un Osservatorio sul cambiamento sociale. Più nello specifico l’Istituto intende:

  • sviluppare nuove conoscenze sulle trasformazioni sociali e territoriali che interessano il nostro paese, approfondendo le complesse dinamiche del mutamento sociale. Per realizzare tali conoscenze verranno realizzate un’indagine qualitativa e un’indagine quantitativa sui corsi di vita in Italia;
  • costituire un polo italiano di archiviazione di dati quantitativi e qualitativi a carattere longitudinale in linea con gli standard accademici internazionali di eccellenza, che sia in grado di richiamare visiting scientist da contesti nazionali e internazionali, e che diventi sede di conferenze e seminari di altissima visibilità;
  • valorizzare le informazioni raccolte, sia attraverso la geo-referenziazione che attraverso il collegamento con data-base amministrativi, in modo da integrare proficuamente informazioni al momento disponibili solo separatamente;
  • integrare le metodologie di analisi attraverso la valorizzazione dei laboratori esistenti, anche grazie all'utilizzo di tecniche visuali;
  • aumentare la competitività della scuola di dottorato, massimizzando l'impatto sulle prospettive di impiego dei suoi giovani ricercatori, in ambito accademico e non solo.

La società contemporanea è attraversata da profondi mutamenti sociali, economici, culturali, politici e ambientali, conseguenti soprattutto ai processi di globalizzazione e al cambiamento del precedente ordine geo-politico, determinando conseguenti trasformazioni delle dinamiche locali. La rapidità dei mutamenti impone il ricorso a strumenti analitici sempre più articolati e integrati.

Da qui la necessità per le scienze sociali di monitorare attraverso nuovi metodi - tra cui le indagini longitudinali di natura quantitativa e qualitativa - le strategie attraverso le quali le persone affrontano nel tempo l'emergere delle diverse problematiche.

Alla luce degli obiettivi sopra esposti, l’IASSC offre grandi potenzialità nel quadro dell'implementazione delle conoscenze finalizzate al miglioramento delle condizioni di benessere della società italiana, rappresentando un polo di riferimento rilevante per monitorarne i cambiamenti a livello micro e macro.  Sfruttando a pieno la rete attualmente esistente di relazioni che il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale intrattiene con i media, gli enti pubblici, il terzo settore e la società civile - l’IASSC potrà costituire un importante punto di riferimento per l'avvio e la valutazione di politiche pubbliche a varia scala, mirate ad affrontare i principali problemi legati ai mutamenti sociali. Per quanto infine concerne il benchmark, l’IASSC rappresenta sicuramente per l'Italia un'occasione importante e al momento unica di confronto con altre esperienze di punta nel panorama internazionale che si occupano degli stessi temi.

Strategie complessive di sviluppo dell’IASSC

Per il raggiungimento degli obiettivi sopra indicati l’IASSC intende strategicamente avviare una serie di attività di seguito elencate:

  1. implementare una articolata ricerca longitudinale come strumento necessario alla comunità scientifica per osservare i processi di mutamento sociale. I percorsi di ricerca saranno di natura quantitativa e qualitativa, e avranno la caratteristica di essere tra loro fortemente integrati;
  2. realizzare una banca dati capace di integrare i dati della indagine longitudinale con quelli già attualmente disponibili presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale o acquisibili presso altre fonti al fine di combinare dati macro e micro;
  3. sviluppare working group e attività seminariali che, partendo dalla disponibilità dei dati raccolti, consentano l'approfondimento di una serie di tematiche, di carattere sia teorico sia metodologico, inerenti il mutamento sociale e in sintonia con le competenze e i filoni di ricerca;
  4. promuovere attività didattica dottorale legata ai temi del mutamento sociale.

 

1. L'indagine longitudinale quanti-qualitativa - Indagine sui Corsi di Vita in Italia (ITA.LI - Italian Lives)

L’indagine longitudinale quanti-qualitativa, denominata Indagine sui Corsi di Vita in Italia (ITA.LI - Italian Lives), intende studiare le storie di vita di un campione di individui intervistandoli ripetutamente a intervalli di tempo regolari (campioni panel). I principali vantaggi delle indagini panel sono due. Innanzitutto, seguire gli stessi soggetti nel tempo permette di descrivere le dinamiche del mutamento sociale non solo a livello macro-aggregato come si fa comunemente quando si confrontano i risultati di indagini effettuate in anni diversi su individui diversi ma anche a livello micro-individuale, in modo da coglierne pienamente i meccanismi sottostanti. In secondo luogo, le indagini panel sono le sole indagini di tipo osservativo che, a certe condizioni, consentono di stabilire il corretto ordine temporale degli eventi e, quindi, di studiare i fenomeni di interesse nelle loro influenze causali reciproche. Questo duplice vantaggio ha come conseguenza non solo una migliore comprensione del mutamento sociale dal punto di vista scientifico, ma anche la possibilità di progettare politiche sociali più efficaci. In particolare, le indagini qualitative longitudinali ci permettono di collegare fra loro tre differenti scale temporali: il tempo biografico, quello generazionale e quello sociale. La riflessione su queste tre dimensioni dell'esperienza - micro-, meso- e macrosociologico - danno l'opportunità di analizzare e studiare le relazioni fra dimensioni individuali e collettive dei processi di mutamento sociale, mettendo a fuoco l'inseparabilità analitica di individuo e società.

L'aspetto particolarmente innovativo del progetto consiste dunque nella forte integrazione tra i due approcci, quantitativo e qualitativo. Il dialogo tra queste due differenti prospettive è infatti capace di contribuire in modo significativo all'approfondimento delle complesse dinamiche del mutamento sociale. L'integrazione avviene sin dalla fase di raccolta dei dati, poiché il campione qualitativo sarà definito e costruito all'interno di quello, più ampio, a carattere quantitativo. Successivamente, nella fase di analisi, la disponibilità dei dati qualitativi sopra richiamati permetterà di completare lo studio delle dinamiche di mutamento sociale, approfondendo alcune significative trasformazioni, sul piano culturale e di esperienza, che accompagnano le dinamiche di mutamento dei corsi di vita contemporanei. Il quadro di dati che questa integrazione permette di comporre offrirà, di conseguenza, possibilità di analisi, primaria e secondaria, capaci di dare visibilità ed eccellenza nazionali e internazionali al DSRS - non solo nell'immediato, ma in una prospettiva temporale di medio-lungo termine. Di particolare rilievo sarà la possibilità di contestualizzare a livello territoriale fine, anche attraverso eventuali sovra-campionamenti ad hoc, le dinamiche di volta in volta emergenti. La dimensione territoriale avrà un carattere trasversale alle varie tematiche del progetto e in particolare si rivolgerà all'analisi dei mutamenti sociali a varia scala.

1.1. L'indagine longitudinale quantitativa

Il primo percorso si basa sulla realizzazione di un'indagine panel, assumendo come modello le migliori esperienze internazionali in materia quali Understanding Society (Regno Unito); German Socio-Economic Panel; Swiss Household Panel; Panel Study of Income Dynamics (Stati Uniti); Household, Income and Labour Dynamics in Australia; Survey of Family, Income, and Employment (Nuova Zelanda). Il progetto prevede la realizzazione di una rilevazione campionaria prospettica a rilevazione multipla, con prima rilevazione retrospettiva. Nell'arco del quinquennio di finanziamento del progetto, questo disegno di ricerca implica la realizzazione di tre rilevazioni con cadenza annuale.

La prima rilevazione avrà un carattere retrospettivo, sarà cioè finalizzata a raccogliere non solo tutte le informazioni di base sugli intervistati e su alcuni dei loro attuali comportamenti e atteggiamenti, ma anche le loro storie di vita (dalla nascita al momento dell'intervista) in quattro ambiti principali: residenza, istruzione, lavoro e famiglia. Nelle rilevazioni successive, le storie di vita saranno aggiornate registrando le variazioni avvenute nei due anni precedenti; inoltre, saranno raccolte nuove informazioni su vari ambiti specifici di interesse espressi dai membri del DSRS.

Il progetto prevede anche che le informazioni raccolte tramite l'indagine campionaria siano valorizzate in due modi ancora poco utilizzati nel nostro Paese. Da un lato, le storie residenziali dei soggetti intervistati saranno geo-referenziate, in modo da inserire le intere storie di vita individuali e familiari nei contesti socio-spaziali di riferimento, misurati a grana fine. Dall'altro lato, si esplorerà la possibilità di collegare i dati campionari alle informazioni contenute in database amministrativi (quali archivi INPS, INAIL, Banca d'Italia, Servizio Sanitario Nazionale, etc.), in modo da integrare proficuamente informazioni generalmente disponibili solo separatamente. Di particolare rilievo sarà anche la collaborazione dell’IASSC con l'Istat.

In particolare, l'indagine longitudinale quantitativa richiede un ingente lavoro di rilevazione dei dati a livello nazionale; lo svolgimento della prima rilevazione implica contattare le famiglie, ottenerne la disponibilità e intervistarne personalmente i componenti con tecnica CAPI (su campione di 5000 famiglie, per circa 11.000 individui). Per le rilevazioni successive, invece, saranno utilizzate tecniche di rilevazione miste centrate su interviste via Web (CAWI) integrate da interviste telefoniche (CATI) e interviste personali (CAPI). Il progetto sarà inoltre l'occasione per testare su alcuni campioni di popolazione nuove metodologie di rilevazione attraverso smartphone dotati di software specifici.

1.2. La rilevazione longitudinale qualitativa

Il secondo percorso, a carattere qualitativo, assume come modello le più interessanti ricerche internazionali longitudinali quali Timescapes coordinata da Bren Neal (University of Leeds (2007-2012); Inventing adulthoods (1996-2005) coordinata da Rachel Thomson e Janet Holland (University of Sussex e LSBU); Making sense of Motherhood (2005) e Making Sense of Fatherhood (2010) coordinata da Tina Miller (Oxford University).

Obiettivo di questa parte della ricerca è la raccolta di narrazioni capaci di illuminare dall'interno i processi di trasformazione dei corsi di vita, con particolare riferimento ai mutamenti delle età della vita e alle transizioni che li accompagnano (transizione all'età adulta, transizione alla terza età, etc.), insieme ai progetti biografici incaricati di concretizzarli. Un ulteriore specifico focus della ricerca - in accordo anche con la tradizione nazionale e internazionale - riguarderà i cambiamenti che coinvolgono oggi le dinamiche familiari, con particolare riferimento alla transizione alla genitorialità e alla cura intergenerazionale (figli e anziani). I modi in cui uomini e donne affrontano questo importante passaggio esistenziale e sociale, le somiglianze e differenze tra i generi al riguardo, insieme all'approfondimento sulle costruzioni identitarie che le accompagnano, costituirà specifico oggetto di ricerca. Il Centro di Ricerca Interuniversitario Culture di Genere prenderà parte attiva al progetto. Una parte della longitudinale qualitativa potrà inoltre essere dedicata alle trasformazioni dei significati attribuiti al lavoro e agli orientamenti di azione connessi a questi significati. Nell'arco del quinquennio di finanziamento del progetto, il disegno di ricerca implica la realizzazione di tre rilevazioni, in parallelo con l’indagine quantitativa.

In particolare, la raccolta dei dati prevede interviste narrative, focus group e, in parallelo, tecniche visuali (le narrazioni saranno accompagnate da riprese video), producendo in tal modo forme di innovazione metodologica nell'ambito delle indagini longitudinali. Il numero di testimonianze raccolte nella prima ondata sarà compreso tra un minimo di 90 e un massimo di 100. L'analisi dei materiali raccolti verrà realizzata anche attraverso software di analisi dei dati qualitativi (Atlas.ti o NVivo). La definizione di un protocollo per l'archiviazione dei dati garantirà infine una continuità nella conservazione e nella messa a disposizione dei dati raccolti da future ricerche.

 

2. La banca dati integrata

La realizzazione della ricerca longitudinale quanti-qualitativa sarà finalizzata alla costruzione del nucleo di una banca dati dinamica sul mutamento sociale. I dati archiviati si integreranno con le strutture già incardinate presso il DSRS, quali il Centro UniData che raccoglie informazioni statistiche socio-economiche di tipo aggregato e individuale ma che al momento non dispone di dati longitudinali. UniData peraltro è già fortemente inserito nei network internazionali come il CESSDA (Consortium of European Social Sciences Data Archive) e potrà oltremodo favorire l'internazionalizzazione stessa del progetto. In particolare ciò permetterà al DSRS di diventare il polo italiano di archiviazione dei dati quantitativi e qualitativi a carattere longitudinale. Seguendo l'esempio del UK Data Archive dell'Università di Essex (UK), il Dipartimento potrà sviluppare il know how necessario per archiviare anche i dati longitudinali qualitativi e renderli così riutilizzabili con analisi secondarie.